BUON NATALE...e ano NUOVO

Autori: Keko

Realizzato il: 2008-09-11

“Chi fa di sé stesso una bestia si sbarazza

  della pena di essere un uomo”

  Dr Johnson

                                                          

C'era una volta, una piccola cittadina vicino alle montagne con tutte le strade decorate a festa.

La gente faceva code, aspettando ore, anche più, perchè il Natale arriva e bisogna fare acquisti.

Ma nella foresta, non lontano da li le piccole creature del bosco si stavano preparando per il loro giorno di Natale.

"E' quasi ora, arriva solo una volta l'anno, non possiamo piu aspettare il Natale" cantavano felici quelle tenere bestiole, lavorando sodo e ognuna di loro aveva un curioso soprannome. C'era Squirry, lo scoiattolo, Rabby, il coniglietto, Biber, il castoro, Berry, l'orso e Sperry il porcospino. Con loro Skanky, la piccola puzzola operosa, Foxy, la volpe, il cervo Derry e il dolce Mousie, il topo. Tutti, abitavano nella foresta e si prodigavano a collaborare per creare quello che avrebbe dovuto essere l'albero più bello che il Natale avesse mai visto.

Chi portava questo, chi imbastiva le decorazioni, tutti insieme amorevolmente si adoperavano negli addobbi, cantando con immensa gioia la loro felicità per la nascita del Salvatore.

E proprio in quel magico giorno, in quell'incantevole momento arrivò per caso un bambino che li guardò stupiti...con il suo buffo cappellino.

"Ma che cazzooo!?...."

"Natale arriva una volta l'anno, ogni creatura del bosco è felice, per ogni animale grande e piccolo é una festa meravigliosa" si udiva in ogni angolo di quella magica foresta.

Le piccole creature, non appena videro il bambino corsero subito intorno a lui.

"Hei… ciao bambino, benvenuto nella foresta, ti piace il nostro albero di Natale?"

"Si è carino..." rispose il bambino dal buffo cappellino.

E Biber " Perchè!? E' l'albero più perfetto che c'è nella nostra foresta? No?" chiese e tutte le dolci bestiole ripeterono in coro "Siiiii!!!" tremando dalla gioia.

" Oh no! Vedo un problema..." osservò intristito Mousie, il topolino.

"Già" gli fece eco Berry "manca la stella, li sulla punta, vedete amici miei?"

Una goccia di tristezza scese sugli occhi di tutte quei teneri animaletti "Ohhhhhh" ripeterono "Che peccato".

"Non possiamo avere un albero senza la stella!!!"

"E che cosa facciamo adesso????'" si chiedeva Rabby, sempre più abbattuto e a quella domanda calò gravemente un silenzio in tutto quel magico mondo: gli usignoli tacevano, le ugole delle cinciallegre tornarono a riposo. Ogni vagito di felicità sembrava stroncato per sempre.

Ma, ecco che Skanky, riavutasi d'animo urlò ai suoi compagni "Ma si certo! Ci aiuterai tu, bambino...vero!?"

"Siiiiiiiiiii!!!!!!!!!!" tutta la foresta esultò di nuovo.

 "Ma cazzoooo...ok...ok..vabbè" esplose di gioia il bambino col suo buffo cappellino.

E cosi, usando della carta e sudore della fronte, il ragazzo fece la stella per l'albero.

Oh com'era bella quella stella, lucente, abbacinante di mille colori...passarono ore prime che gli occhietti di tutto il bosco riuscissero a rinunciarvi.

"E' la stella piu bella che abbia mai visto"

"Ma è stupenda!"

"Bellissima!!!!!"

Poi Biber disse con un sorriso: "Perchè non danziamo e cantiamo tutti insieme intorno all'albero?"

Il bambino, stringendo il suo buffo cappellino sorrise e disse: "Sti Cazzi!!!!...grazie ma io vado a casa"

"Ciao!! Ciao!!!"

"Arrivederci bambino...torna presto" lo salutò tutto il bosco, colmo di gratitudine.

E se ne andò per tornare alla sua casetta, nella piccola cittadina, vicino alle montagne.

Era notte fonda, nel suo lettino dormiva serenamente il nostro bambino, magari sognando le incredibili avventure del giorno appena passato, con sempre in testa il suo buffo cappellino.

Ma quand'ecco che qualcosa si mosse nel buio della cameretta. Cos'era??? Da dove, quei rumori??? Trafelato, madido di sudore e terrorizzato, subito accese la lampada del comodino. Chi si celava nell'andito oscuro???   Veloce presto bambino!!! Tieniti ben stretto quel buffo cappellino!!!...Ma quale..ma...che...

Tutti i suoi nuovi amici erano li, ai piedi del letto!!!! Che magnifica sorpresa!!!!

"Ma P#ò@£!A &%()!!!!!!! Che Cazzoooo!!! Brutti &"££][@*-+ooo!!!!" Com'era felice di vederli... tratteneva a stento le lacrime per la gioia ballerina nel suo cuoricino...il bambino dal buffo cappellino.

"Ciao Bambino" salutarono le bestiole " Non crederai a quello che è successo!!!! Il piu bel regalo di Natale mai avuto!!!! La nostra Skanky è in cinta!!! In cinta capisci!!!???"

"Ragazziiii io domani devo andare a scuola!!! @#à++/&%$@@@!!!!! Tra due ore!!!!" che tenere parole uscite dalla felicità di quell'incontro, il nostro bambino era entusiasta di tutto. Avrebbe fatto ogni cosa pur di trascorrere un solo minuto in più con quei dolci batuffoli di pelo, così zuccherati, cosi amichevoli...così...

"Ma non capisci!!!...non comprendi!!!" Mousie era agitatissimo, un uragano, un ciclone fremente "Skanky è ancora Vergine!!! Il concepimento è stato immacolato..."

"...sta per dare alla luce il nostro Salvatore!!!!" e tutti si presero per mano e iniziarono a ballare e cantare nella cameretta della felicità natalizia, del nostro bambino, dal buffo cappellino.

"Cosaaaaaaaa!!!!???”

“Mi era stato predetto che avrei dato alla luce nel giorno di Natale…così le creature del bosco avranno un Salvatore tutto per loro!!!!” spiegò Skanky in un fiume di lacrime. “C’è solo un problema…non abbiamo una capanna dover far nascere il nostro Messia…ci aiuti bambino…ci aiuti eh…vero!!!???”

“Ti prego…ti prego…”

Certo che costruirà la vostra capanna! Il bambino strizzò l’occhio ai suoi amici facendo salti di gioia e disse…

“Col cazzoooo…”

E ora nel bosco, tra un chiodo e una sega, un colpo di martello qua e con amore e allegria, anche lui lavora sodo per costruire la capanna che accoglierà la venuta del Salvatore, insieme a quelle piccole, fragili creature

Com’era bello vederli lavorare e cantare tutti uniti in quel ludibrio, gioia e felicità. Il Salvatore arriverà.

“Si sarà il Natale più bellooo!!! Evviva il nostro amico!!!!”

Nel batter d’una palpabra, nulla più, la piccola mangiatoia si mostrava agli occhi del bosco. L’ultimo sforzo era compiuto e l’euforia s’impadronì dei nostri piccoli amici

“…mai vista una capanna così bella!!!! Grazie bambino!!!! Tu si…che sei un vero amico!!!

“Che meraviglia!!!!”

“Da restar senza fiato!!!”

E così, quella buffa testolina, col suo buffo capellino se ne stava per tornare al suo meritato riposo “Senti Bestiazza…si voi…Cip e Ciop D?^=)(@[^^^*-*!!!! Fineeeee!!!! Me ne torno a letto!!!! P@€€=?^**ç!!!! BASTAAAAAAA!!!!” nei suoi occhi traspariva tutta la tristezza per quello che sembrava un addio, uno di quelli dove il sale delle lacrime copre ogni sapore di tutto ciò che è stato.

Mosse i suoi primi passi, si avviò per l’aere terso di quella notte fredda, ma d’un tratto il cuoricino gli esplose in gola. Qualcosa da dietro quella siepe si era mosso! Chi? O Cosa? Presto bambino corri! Che strazio per le orecchie!!

“Roarrrrr!!!!” Ombre sfumate, ghignanti, occhi rubino sangue nei recessi dell’oscurità boschiva spezzarono il respiro ad ogni sventurato che avesse udito quel sistro argenteo, ruggine che gela il pensiero.

Corri bambino scappa!!! Che fai? Scendi dalla collina…presto!!!

“A madona…..dio £)()ç@#°!!!!”

Via!!!! Presto!!!! Corri!!! Gambe!!!!

“Oh è da un quarto d’ora che sono a casa!!! Anche te…eh…ho anche sprangato porte e finestre finchè la menavi al pubblico!!!” disse il bambino col suo buffo cappellino e nella sua cameretta aspirava forte forte tutta l’aria che poteva e con lui tutti i suoi peluche d’amici. Tutto silenzio. Tutta PAURA. Tutta.

“Ecco lo sapevo! E’ lui è arrivato!” Skanky piangeva, mentre spiegava “Di nuovo Il Leone di montagna vuole impedire la venuta del nostro salvatore. Di nuovo!!!

“Come??? Perché??? Di nuovo??? “

Rabby, che fin’ora se n’era rimasto rannicchiato sotto un mucchio di coperte, alla fine prese coraggio e raccontò che ad ogni vigilia di ogni Natale il Leone scendeva dalla montagna per far della vergine e del salvatore un sol boccone, tutto ciò si ripeteva senza tregua da millenni, senza che, nessuno mai, potesse far qualcosa se non rimanere impotente d’innanzi a quel macabro, ineluttabile rituale.

“Che tristezza, già che fine misera”

“Ho tanta paura!

“E’ finita non possiamo farci niente” il silenzio ripiombò. Le bocche si ricucirono. Tristi.

Poi Berry se ne saltò fuori, d’improvviso, più che altro perché mi ero dimenticato che faceva parte della storia ” Ma tu…tu bambino…tu sai fare qualsiasi cosa: costruire la capanna, creare la stella dell’albero…uccidere il Leone di montagna!!!!….”

“Aò…A Coccolino strafatto!!!! Ma che te credi!!??” Ma che simpatica risposta!!!

“Siiiii”

“Il Natale è salvo!!!”

“Giubilate amici!! Giubilate!!…il nostro amico ucciderà il leone di montagna…il nostro salvatore vedrà la luce!!!!

L’allegria rischiumò verde in tutti i cuori, nelle voci, nei sorrisi di quella buffa cameretta, di quel bel bambino col suo buffo cappellino.

“A voce narrante…na roba…mmmmm…mi pagano per farlo???”

No Bambino.

“A ecco…me pareva”.

In alto, sopra la foresta, su una vetta scoscesa, vive l’orrido Leone di montagna che aspetta di divorare le sue vittime.

Qualcuno deve fermarlo per salvare le piccole creature del bosco.

Ma che cazzooooo…questo è puramente ridicolo” disse il bambino con il buffo capellino.

Uccidere un leone di montagna non è impresa facile. Ma lui aveva un piano. Un piano infallibile.

No nessun piano…cazzo dici???”

Dalla grotta oscura, dimora dell’infausta fiera bramosa di sangue, ferree mandibole su ossa gracili. Spezzate. Il rumore blasfemo serpeggiava giu, fino al midollo del nostro bambino, finchè si accingeva insicuro, come un pulcino zoppo, ad entrare nella tana della creatura malvagia. Su forza! Bambino!

La prossima volta scambiamo le parti eh…io scrivo…tu sporchi le mutande”

Cosi si faceva coraggio, passo a passo nella terra fredda, nella terra negra. Scorse di li a poco, il manto della creatura, gli si avvicinò quatto quatto, che non fa otto,  era a pochi centimetri ormai…millimetri…

Dai Bambino!!! Adesso!!! Colpisci!!!

“Ehm…L-L-L-Leone…signor felino????”

La Bestia scattò, si voltò torbida, degrignando i denti, schiumante rabbia e ferocia, caccia alla sua carotide…canini su carne innocente…spada su burro…pronta al balzo, alla facile preda e….si strinse la zampa sinistra…un tonfo sordo…e morì. Li col nostro protagonista a guardarsi i pantaloni. Enuresi, si. Il Leone era morto finalmente. Il Natale era salvo. Un paio di mutande da buttare.

Tre tenere bestiole, tre cuccioli di Leone, entrarono, poco dopo nella grotta, la in cima alla montagna, su di una parete scoscesa.

“Mamma”

“Mammina”

“Non ci lasciare mamma!!! No!”

“Bambino perché? Perché hai ucciso la nostra mamma??? Perché???”

“IO…le creature sono loro che…la nascita del Salvatore…”

I cuccioli scoppiarono in pianto dirotto; erano soli al mondo, proprio alla vigilia di Natale. La loro madre era morta.

Tornatene a casa bambino. Il dolore non ha età, razza, memoria, discrezione, parole, rispetto. Quando è, è solo assoluto. Non puoi ancora saperlo bambino. Torna a casa ora.

Intanto, a valle, tra i suoi piccoli amici s’insinuava già, strisciante, la triste idea di non poter più rivedere quel buffo cappellino.

“Mah…è passato tanto tempo…ho paura che il nostro amico sia morto stecchito”

“Il Leone se lo sarà mangiato” mugolò Foxy

[Nota Personale: eliminare personaggi secondari: inutili]

“Il che significa che il nostro salvatore ha i minuti contati!!!”

“Ehi…ehi amici guardate la…è lui!!!! Ce l’ha fatta!!!!”

Esultanti, si fecero gli si fecero stretti intorno.

“Se sei vivo allora il leone è morto…vero bambino!?”

“Si bè…non che c’abbia messo del mio…ma si…morto morto ecco!!!!!

Finalmente! Finalmente il Natale era salvo. Fiumi straripanti di risa, voci a festa nella valle, nel borgo, nell’universo tutto, si fondevano magicamente nell’estasi di quel momento. Così bramato, anelato da millenni dalle piccole creature del bosco.

Si piangeva di gioia, cori di felicità fra tutti.

“Yuppieeee!!!!”

“Era ora…il nostro Salvatore vedrà la luce!!!!!”

EVVIVA SATANA!!!!!!”

[Nota Pubblica: riferisco che hauendo hauuto notitia di fatti memorabili, se ben capitarono a genti meccaniche, e di piccol affare, mi accingo, solo, di lasciarne memoria a Posteri, con far di tutto schietta e genuinamente il Racconto, ouuero sia Relatione. Nella quale si vedrà in Angusto Teatro, luttuose tragedie d’horrori e Scene di malvaggità grandiosa. Pel Fato proposito che si, rifugiatesi da qual uoglia Captatio Malevolentiae, in fortuitu occursu un manuscripto in culo a una bottiglia, nel culo d’un messer, in culo a una balena incagliatasi in su le bianche scogliere di Dover, ritrouai e scrissi]

CONTINUA.....