Il Nero vestito di nero

Autori: Chard

Realizzato il: 2007-07-03

Ieri, mentre camminavo per strada, c’era un sole che ti cucinava, uno di quegli scenari tipo –suole delle scarpe che si fondono e si attaccano all’asfalto fumante, ed è stato allora che l’ho visto.

Sotto il sole, incurante, come se il vento caldo tipo –enorme asciugacapelli-, fosse solo una leggera e fresca brezza primaverile…

Era un’ombra in pieno sole…

Mi spiego meglio: di fronte a me c’era un nero, vestito di nero. Non si riusciva a distinguere dove finisse la pelle e dove iniziassero i vestiti.

A quel punto la mia fantasia ha cominciato a funzionare e la mia mente ha cercato di spiegare in modo razionale quello che vedevo. Di tutte le ipotesi che mi sono venute, ecco quelle che hanno passato l’esame della ragione e sono state giudicate le più plausibili:

IPOTESI n°1:
Il tizio di fronte a me non era poi molto contento del colore della sua pelle perché veniva in continuazione chiamato “negro”. Non era scontento di essere scuro di pelle, ma nemmeno gli sembrava di essere nero, al massimo marrone scuro. Per questo motivo aveva deciso di indossare vestiti neri, così anche la gente avrebbe potuto notare l’enorme differenza cromatica tra il vestito nero e la pelle marrone.

IPOTESI n°2:
Il tizio d fronte a me veniva da un paese molto, molto caldo e non sopportava le rigide temperature italiane, 35-40° gradi erano troppo pochi. Così, trattandosi di un grande esperto di cromo-termo-abbigliamento, si era vestito di nero sperando di catalizzare su di se l’attenzione del sole e innalzare la sua temperatura corporea almeno di una decina di gradi.

IPOTESI n°3:
Il tizio di fronte a me era un killer che agiva nell’ombra, per questo era vestito di nero, per nascondersi in qualsiasi angolino buio e agire indisturbato e non visto.

Queste ipotesi sono passate veloci appena mi sono soffermato su un altro particolare dell’individuo che mi veniva in contro. Come tutti i neri che si vedono per strada, andava in bicicletta, e indovinate di che colore era la bici…

…se avete pensato nera, vi sbagliate. Era –giallo fosforescente col riflesso del sole ti acceco-.

Quel particolare proprio non quadrava, faceva cadere prima di tutto l’ipotesi che fosse un killer, perché con una bici così, anche di notte lo si sarebbe visto arrivare a chilometri di distanza. Anche la prima ipotesi perdeva di credibilità, perché se vuoi fare notare alla gente che non sei “negro” ma marrone, non ti prendi una bici fosforescente che fa sembrare scurissimo chiunque la porti. Rimaneva la teoria del bisogno di calore, ma, mano a mano che si avvicinava lo vedevo più distintamente, ed era in un bagno di sudore, al che i resi conto che anche i neri sudano e che forse aveva già abbastanza caldo così.

In un attimo le mie tre brillanti ipotesi si erano disfatte, è proprio il caso di dire, -come neve al sole-. Ero passato dal sentirmi un grande investigatore paragonabile a Sherlock, alla Signora in Giallo o a Basil l’Investigatopo, a sentirmi come il Detective Goro, che se non ci fosse Conan (superdetectivecongliocchiali), a quest’ora venderebbe spiedini di topo agli angoli delle strade (che è l’equivalente di vendere hot-dogs a NY).

In quel momento avevo una sola cosa da fare: dovevo capire perché cazzo quel tizio di fronte a me si fosse vestito di nero.

Avevo deciso di agire.

L’ho chiamato: “Scusa…”

Si ferma, matte i piedi a terra e rimane a cavalcioni della bici. Mi guarda in attesa.

“No, niente….ti volevo chiedere una cosa”

Mi stupisco di me stesso: -chissà perché ai neri ci viene sempre da dargli del tu, e magari adesso mi metto pure a chiamarlo amico…-

Lui sembra pensare: -Ma non è possibile, solo perché son nero questo pensa che spaccio- e infatti poco dopo mi fa: “non ho niente di quello che cerchi…”

“No guarda amico –ecco, cazzo l’ho chiamato amico- hai capito male, volevo solo che mi togliessi una curiosità…”

Silenzio.

“Volevo sapere…come mai uno di colore come te, porta una camicia nera, non mi era mai capitato di vederlo, di solito quelli come te si vestono un po’ più chiaro…”

A mano a mano che continuavo, mi rendevo conto di infilarmi sempre più in una discorso senza via d’uscita.

“…non ti offendere, ci mancherebbe, quelli come te mi sono simpatici, sono mica razzista io…”

Pensavo che dirglielo sarebbe stato utile, visto come si stavano mettendo le cose, e credevo che anche lui stesse pensando la stessa cosa…

“…guarda, se non ti va di rispondere, rimonta pure sulla tua bellissima bici, a proposito, bel colore, fa tanto estate, e vai pure via…”

Ancora silenzio.

Quello continuava a guardarmi, scende dalla bici e io penso: -Adesso è proprio finita, mi tira un pugno e mi uccide…cavolo, come ho fatto a essere così ingenuo? E’ ovvio che è un killer, stupido io a fidarmi di un dettaglio, è ovvio che quando va ad uccidere qualcuno, la bici non se la porta…”

Quello mette la bici in cavalletto, alza il braccio e penso che voglia colpirmi, lo solleva teso verso l’alto…aspetto che il colpo arrivi…

Invece sento solo un rumore secco, apro gli occhi e vedo il tizio, che visto da vicino sembrava molto più grosso di quando era sulla bici, enorme, tutto vestito di nero, in una posa statuaria: braccio fieramente teso, sguardo fisso all’infinito, postura eretta da perfetto squadrista…

Non c’è stato bisogno di aggiungere altro…

Ovviamente ero di fronte alla spiegazione del perché indossasse la camicia nera…

Ma porco mondo, proprio io dovevo incontrare l’unico negro fascista??!!