Il vecchio astuto contro il re

Autori: Cicos

Realizzato il: 2008-02-27

In una città ai confini dell’impero un vecchio astuto si trovò a dover contendere per una questione sorta con un altro uomo circa delle misure di grano non consegnate. Il vecchio, infatti, non aveva adempiuto al suo debito con il mercante e questo lo aveva portato davanti al giudice.

Il giudice fece entrare i due litiganti e diede la parola al mercante:

– Cominci l’attore. Che cosa contesti dunque? – disse il giudice.

Disse il mercante:

– Il vecchio non mi vuole consegnare le misure di grano stabilite, che ho pagato anticipatamente per intero tempo addietro!

– Non è corretto! – replicò il vecchio – il mercante che mi accusa non può pretendere da me le misure di grano poiché l’esercito del re ha calpestato i miei campi rovinando tutto il raccolto. –

Vi era stata appunto una guerra con il regno vicino e le truppe imperiali avevano dovuto marciare velocemente per i campi per evitare la sconfitta.

– Allora restituiscimi il mio denaro, visto che il grano è perduto! – cercò di concludere il mercante;

il vecchio astuto allora rispose:

– Nemmeno a questo posso essere costretto, poiché sempre a causa della guerra, il re ha imposto un tributo straordinario e ora non posseggo alcunché! –

Il giudice, vista la questione, decise di portare la contesa al tribunale imperiale.

Davanti al re i due esposero le loro vicende nei medesimi termini in cui le avevano spiegate al  primo giudice.

Il re si sentì coi sui consiglieri e cominciò a parlare ai due.

– Il mercante ha giustamente posto la sua fiducia nel vecchio per rifornirsi di grano, ma il vecchio stesso è stato manchevole nei suoi confronti perché il mio esercito non ha che rovinato un raccolto e la mia gabella non ha intaccato la sua ricchezza, che tiene celata per se. Il mercante invece ha perso tutto e non ha di che sfamare la sua famiglia. Dunque vecchio, vendi il campo e paga il mercante. –

Il vecchio, temendo per le sue ricchezze, cominciò a protestare e a lamentarsi delle parole del re, che lo sentì e disse:

– Ancora non capisci che i sacrifici che facciamo per solidarietà non sono uno spreco per te, ma beneficio per tutti? Tu ancora non ti rendi conto di ciò che faccio, a morte allora! –

Le guardie presero il vecchio e lo portarono nelle prigioni.

Venne il giorno dell’esecuzione e il vecchio astuto venne portato al cospetto del re.

– Ti concedo di scegliere la morte che vorrai con un’unica frase: se dirai la verità verrai impiccato, se ciò che proferirai sarà invece falso, sarai gettato nel fiume e annegato. –

Il vecchio allora disse al re:

– Io sarò annegato! –

Il vecchio infatti si dimostrò molto astuto e disse al re sfacciatamente:

– Vedi ora che non sai più cosa fare? Se m’impiccherai tradirai la tua parola perché avrò detto il falso ma non verrò annegato, se invece mi affogherai, avrò detto la verità ma non sarò impiccato come tu invece promettesti, e anche in questo caso trasgrediresti alla tua parola! –

Il re allora disse al vecchio:

– Ma io sono un bugiardo! – continuò – Vedi che ora sono io ad averti messo in difficoltà? Se sono bugiardo come puoi credere a ciò che ho detto, ma se fossi veritiero non direi che sono bugiardo! Ah, quanta astuzia sprecata nella tua mente; invece che ingegnarti di come osservare l’accordo col mercante sprechi tempo a fomentar litigi, invece che ascoltare la parola del tuo re ed ad accettare le sue decisioni t’ostini nella tua idea malsana. –

Rivolgendosi allora alle guardie:

– Impiccatelo e poi gettatelo nel fiume, affinché non si dica che la mia parola non sia sicura! –