Notte di tensione

Autori: Chard

Realizzato il: 2007-09-24

La ragazza entrò nella stanza e la trovò vuota.
Era agitata, era notte e si era svegliata.
Non riuscendo a rimanere sveglia a letto, si era alzata. Sudava freddo, non amava le stanze buie.

Di colpo sentì un rumore nella stanza accanto.
Sentì gocce di sudore scenderle lungo la schiena, dalla nuca, verso il basso.
Nonostante fosse vestita pesantemente, cominciò a sentire freddo.
Era immobilizzata dalla paura ma decise lo stesso di fare uno sforzo e aprire la porta per vedere cosa avesse causato il rumore.

La porta aprendosi emise un acuto cigolio, in perfetto tema con la tensione che la ragazza si sentiva addosso. Allora pensò: -Vedi, se mi fossi decisa a venire a vivere qui col mio fidanzato, almeno la porta non farebbe rumore…- Appena la porta fu aperta a sufficienza perché si potesse veder dentro la stanza, una scena strana si presentò agli occhi della ragazza.

C’era un pittore con gli occhi sbarrati che stava dando secche pennellate alla tela posta sul cavalletto di fronte a lui. Si trovava in penombra e per questo la ragazza non riusciva a vederlo molto bene, d’altro canto però, si allietò del fatto che in quel modo, nemmeno lui potesse vederla.

All’improvviso, dalla porta che si trovava sulla parete opposta della stanza, entrò una donna. Nemmeno lei si accorse della presenza della ragazza.

Si diresse verso il pittore e con voce rauca gli disse:

“Mi serve il rosso…Dammelo!!!”

L’uomo girò la testa di scatto come se si fosse risvegliato solo in quel momento da uno stato di trance, e rispose:

“E’ finito…L’ho finito!!!”

Come se le parole del pittore bruciassero più del fuoco, la donna si mise ad urlare.

La ragazza fece un balzo all’indietro e urtò la porta, che andò a sbattere. In quel modo aveva attirato l’attenzione dei due strani individui.
Entrambi si voltarono verso di lei e cominciarono a muoversi incontro.
Finalmente passarono sotto un fascio di luce e furono visibili alla ragazza.

La donna era ben vestita, ben curata, ma il suo volto era sfigurato da un’espressione e una smorfia di dolore. Camminava lentamente e continuava a gridare.
L’uomo invece aveva il volto completamente dipinto di rosso e ripeteva in modo ossessivo: “Non c’è più rosso…è finito il rosso…”

La ragazza non riusciva più a muoversi e la coppia continuava a d avanzare.

Grida, tensione, sudore…
Grida, tensione, sudore…


A quel punto mi risvegliai e mi ritrovai nel mio letto, sudato e col fiatone.
Mi alzai, perché non volevo rimanere a letto, avevo paura di prendere sonno di nuovo e ritornare in quell’incubo.
Mi alzai quindi, ed entrai nella stanza, la trovai vuota.
Ero agitato, sudavo freddo e non amavo le stanze buie.
Di colpo sentii un rumore nella stanza accanto…